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Marcuse e Benjamin

Anche loro facenti parte della scuola di Francoforte, mirano ad offrire un quadro disincantato della società a loro contemporanea, individuando alcune possibili vie di uscita dalle condizioni di repressione e di oppressione che la caratterizzano.

L'uomo nella civiltà industriale e tecnologica



secondo Marcuse nella società industriale è presente una quota addizionale di repressione, infatti l'uomo è asservito al principio della prestazione, il quale comporta il soffocamento del principio di piacere che presiede alla sessualità. Le vie di uscita dalla condizione di repressione sono 3:


  1. l'arte, che alimenta l'utopia, ovvero la speranza che sia possibile ribellarsi alla logica del lavoro e della fatica
  2. l'eros, poiché è una forza dirompente e sovversiva che comporta una contrapposizione all'ordine costituito
  3. il grande rifiuto, deve essere opposto dai nuovi soggetti rivoluzionari al sistema capitalistico




Benjamin invece afferma che l'emancipazione dell'uomo è attesa messianica di un istante rivoluzionario che affonda le sue radici nel passato, infatti la visione delle rovine della storia stimola la spinta verso un futuro migliore

Nell'epoca della riproducibilità tecnica inoltre, l'opera d'arte si rende accessibile a tutti.

Ciò comporta sia la perdita della sua sacralità, ma anche l'acquisizione di una valenza politica che offre alla masse una nuova possibilità di contestazione dell'ordine esistente.


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